PON - LUOGHI DEL PASSATO 1 -
 

PON 2010-2011 - Obiettivo C - Azione 1

Interventi per miglioramento delle competenze chiave dei giovani

Codice Corso: C-1-FSE-2010-1290 

I LUOGHI DEL PASSATO 1

 


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PON 2010-2011 - Obiettivo C - Azione 1

Interventi per miglioramento delle competenze chiave dei giovani

Codice Corso: C-1-FSE-2010-1290 

I LUOGHI DEL PASSATO 1


 

immagine19Il corso di  30 ore “I luoghi del passato 1” è stato suddiviso in tre moduli - storico, archeologico e pittorico - per approfondire la conoscenza specifica di alcuni “luoghi del passato” del territorio agrigentino al fine di accrescere l’interesse degli studenti per la storia e le tradizioni della propria terra.Il ricco patrimonio culturale locale costituisce un prezioso documento per ricostruire la storia e la sua importanza è assai significativa se confrontata con altre testimonianze. Nello svolgimento del corso gli studenti sono stati coinvolti in una serie di incontri, immagine1improntati sulla didattica laboratoriale, durante i quali sono state

 proiettate immagini e filmati multimediali, sono stati visitati luoghi significativi del territorio, come i palazzi storici della Via Atenea, il Museo Archeologico Regionale, la pinacoteca dell’ex Collegio dei Filippini, la Valle dei Templi e le Maccalube di Aragona e sono state realizzate riprese fotografiche a cura dei partecipanti. 
 

Durante le numerose escursioni presso i principali siti del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento i docenti esperti hanno tenuto le loro lezioni all’aperto. immagine10In tal senso i “luoghi del passato” scelti nel percorso didattico sono stati visti non come “monumenti  morti” ma come “monumenti parlanti”, offrendo lo spunto per proporre agli studenti un excursusdella storia locale e per presentare quei beni culturali  che quotidianamente sono sotto i nostri occhi ma che spesso non vengono compresi nella loro importanza storico-artistica.

 Spesso tali luoghi hanno affascinato nel corso dei secoli artisti e letterati che nelle loro raffigurazioni pittoriche e nei immagine24loro testi hanno contribuito a diffondere la fama della nostra terra nel mondo. Brani di autori antichi e moderni sono stati letti nei luoghi direttamente dagli studenti.A conclusione del corso i ragazzi che hanno aderito al progetto con partecipazione, vivo interesse ed entusiasmo hanno vissuto da protagonisti una esperienza indimenticabile. 

 

Le festività antiche

Il culto delle Divinità ctonie

Il rinnovamento della natura benevola e feconda è stato protagonista di festività solenni che in epoca greca erano ambientate nell’antica Akràgas, in particolare nell’estremità occidentale della Collina dei Templi dove esisteva un grande complesso sacro dedicato alle Divinità ctonie (divinità della terra).

Il culto per le due divinità ctonie, Demetra e la figlia Persefone, era assai sentito nell’antica Akràgas e certamente nella città venivano celebrate le feste in loro onore, così come è documentato anche in altre città della Grecia. Le feste, chiamate Tesmoforie, si svolgevano nell’arco di tre distinte giornate e riproponevano le vicende mitiche delle due divinità. Secondo il mito, Persefone era stata rapita dal dio degli inferi Ade mentre raccoglieva fiori insieme alle ninfe ed era stata costretta a divenirne sua sposa e a soggiornare sottoterra. A seguito di ciò sulla terra si erano interrotti i ritmi naturali che erano presieduti dalle due divinità. Demetra, dopo avere a lungo vagato alla ricerca della figlia, era riuscita ad ottenere che ella trascorresse metà dell’anno con lo sposo e la restante con la madre, cosicché fossero ripristinati i cicli stagionali della natura sulla terra.

Lo studio dei resti monumentali e degli oggetti votivi rinvenuti negli scavi archeologici nel Santuario delle Divinità ctonie di Agrigento (i reperti sono oggi custoditi nel Museo Archeologico Regionale) ha permesso agli studiosi di ricostruire lo svolgimento di tali festeggiamenti a partire dal VI secolo a.C. sino ad epoca ellenistica (III-II sec. a.C.).

La Valle dei Templi di Agrigento ogni anno con la Sagra del Mandorlo in fiore diviene il teatro di una festa che celebra il miracolo della vita che si rinnova in un’atmosfera che affonda le proprie radici nell'antica tradizione mitologica greca.

Così ancora ai nostri giorni, durante la Sagra del Mandorlo, la Nostra Valle si anima con feste contrassegnate da grande partecipazione popolare, come è avvenuto per secoli durate l’età greca, divenendo lo scenario suggestivo di incontri e scambi culturali tra genti provenienti da diverse parti del mondo.

Per questo motivo il mandorlo fiorito è divenuto simbolo della natura vivificatrice ma anche di speranza, di amore e di pace tra gli uomini.

 


   

Le festività moderne

La Sagra del Mandorlo in fiore

La Valle dei Templi è il Museo vivente del Mandorlo. I Greci ci hanno tramandato un bellissimo mito che riguarda l’albero di Mandorlo: Al tempo della famosa guerra di Troia due giovani innamorati, Fillide, figlia del re di Tracia, e Demofoonte, figlio di Teseo e Fedra, furono costretti a separarsi prima ancora che fosse celebrato il matrimonio. Infatti, Demofoonte partì con gli altri eroi per la guerra e lasciò sua amata Fillide con la promessa di ritornare presto. Dopo dieci lunghi anni, Fillide credette che il suo amato fosse morto in battaglia, e morì di dolore. La dea Atena, commossa dalla storia della giovane principessa, decise di trasformarla in uno splendido albero di mandorlo, dalla lunga vita. Ma Demofoonte non era morto e tornò dalla sua amata, quando seppe che Fillide era stata trasformata in albero, abbracciò disperatamente la pianta, la quale per ricambiare le carezze fece cadere dai rami i propri delicati fiori.

Oggi la Sagra ospita anche gruppi proveniente da altre regioni d’Italia e anche dal mondo, divenendo occasione per celebrare l’amicizia tra i popoli, con la tradizionale fiaccolata.


 LA FESTA DI SAN CALOGERO

La vita. San Calogero nato a Cartagine tra V e VI sec. d. C. ebbe fama di guaritore e i fedeli lo ricordano per la sua grande conoscenza delle Sacre Scritture, della medicina, della botanica e di altre scienze naturali. La tradizione vuole che il Santo giunto nella città abbia dimorato nelle grotte che esistevano nel luogo dove in età medievale fu edificato il Santuario a lui dedicato. Si racconta che durante un’epidemia di peste, egli si prodigò per aiutare i malati, creando con i suoi confratelli un lazzaretto per ospitare e offrire cure ai pestilenti; inoltre andava per le vie della città a mendicare per poter sfamare i bisognosi e tutti quando lo sentivano passare lanciavano contro di lui il pane. La festa. Le prime due settimane di luglio gli Agrigentini festeggiano il loro amatissimo Santo. Durante la folcloristica  processione la statua del Santo viene portata per le vie della città e adulti e bambini vogliono toccare e baciare il simulacro. San Calogero è il protettore del raccolto estivo, dei contadini e dei pescatori. In ricordo dei suoi pellegrinaggi alla ricerca di pane, gli Agrigentini durante la processione lanciano da balconi e finestre caratteristici panini.

 

 

Hanno partecipato al corso

Attardo Cristian, Attardo Valentina, Bruno Teresa, Butera Vincenzo, Carruba Giada, Ciulla Chiara, El Kalouch Ibtissam, Falco Domenico, Graceffa Stefania, Greco Manuel, Lattuca Anna, Lattuca Luca, Lorenzano Federica, Maida Luca, Mattina Rosalia, Morgante Elisa, Mula Calogero, Pantalena Carmelo, Platania Floriane, Russello Vincenzo, Segretario Federica, Severino Giovanni, Vasile Cozzo Claudio, Vitello Ivana, Zambuto Federica.

  

IL TUTOR

Erica Rita Danile

 

GLI ESPERTI

Valentina Calì e Gerlanda Irene Vella

 


 il video.......

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.....e le foto
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