Antigone ritorna

per ricordare Falcone e Borsellino

Antigone ritorna LocandinaVenerdì 24 maggio 2013 presso il Teatro della Posta Vecchia le alunne che hanno frequentato il Laboratorio teatrale e il Laboratorio di lettura del nostro Istituto hanno messo in scena "Antigone ritorna" dai testi di Sofocle, Bertolt Brecht, e Jean Anouilh con la regia e la drammaturgia della prof.ssa Lia Rocco.
La messinscena è il risultato finale di una lunga attività laboratoriale e, come ogni anno, coincide con le attività legate al progetto "Per non dimenticare" in ricordo dei giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, di don Pino Puglisi e di tutti gli uomini e le donne che sono morti per liberare la nostra terra dal ricatto mafioso.


ALCUNE NOTE DI REGIA DI LIA ROCCO

Antigone ritorna..
Ritorna la sua determinata volontà di seppellire il corpo del fratello.
Antigone1Ritorna il suo gesto di sfida nei confronti del potere assoluto di Creonte.
Ritorna il suo ergersi, sola, contro le leggi inique dello Stato a difesa della moralità dell'individuo.
I casi Antigone si moltiplicano a ridosso della nostra epoca.
Si moltiplicano quando i confitti esplodono e generano vincitori e vinti (ma la povera gente sta sempre dalla parte dei vinti).
Nel 1943, i tedeschi invasero il villaggio di Kalavitra nel Peloponneso. Rastrellarono e uccisero tutti gli uomini. Le donne del villaggio, trasgredendo agli ordini ufficiali e mettendo a repentaglio la propria vita si recarono in massa a piangere e a seppellire i loro morti.
Nella cupa Berlino hitleriana un gruppo di donne ariane sostò per giorni davanti la Cancelleria per riavere i propri mariti incarcerati solo perché ebrei.
Passano sui nostri teleschermi, immagini di mani nude che scavano e sollevano sudari alla ricerca di un corpo caro da piangere e da seppellire con amore.
C´è ancora bisogno che Antigone ritorni visto che Creonte continua a ritornare.
Quanti Creonti governano le Città in questi nostri giorni? Rappresentanti di un potere malato, capaci solo di utilizzareAntigone3 la forza del potere e del denaro per darsi e farsi ragione, per opprimere, spa-ventare, comprare e così costringere al silenzio la massa di uomini e donne che ha solo paura.
Ascoltiamo Antigone che, rivolta ai cittadini di Tebe, grida al suo Creonte:
"...anche costoro direbbero che è giusto, se la paura non chiudesse loro la bocca."
Mi pare che ci siano abbastanza spunti per motivare una scelta.
In un laboratorio teatrale il Testo è soprattutto un pretesto.
Un pretesto per sperimentare e far venir fuori capacità nascoste.
Anche quest'anno dedichiamo il nostro lavoro a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e Don Pino Puglisi e a tutti gli uomini e le donne che sono morti per liberare questa nostra terra dal ricatto mafioso, per strapparla a chi, per motivi economici e di potere ci vuole sordi, ciechi, tristi e soprattutto zitti.

L’articolo di bellaciaoag.it

Antigone4ANTIGONE. Che ritorna, tu dici. E che resta sempre in fondo al cuore e si trasforma nel tempo incarnandosi in questa o in quella donna. Proprio l´altro giorno mi è tornata in mente, ascoltando l´intervista di Amina, la ragazza tunisina che usa il suo seno come un´arma contro un potere ottuso che vorrebbe incarcerare, mortificandolo, il suo corpo e la sua anima, contro la legge della sharia che ha emesso nei suoi confronti una condanna a morte per lapidazione. Il suo seno, minuto come quello di una bambina, come può far del male e offendere la religione? Eppure lo Stato la condanna, perché gli occhi del potere rimangono accecati dalla luce disvelatrice dell´innocenza. Amina ha solo 19 anni, ma tanto coraggio, come quello di Rita Atria, la nostra piccola Antigone,fatta rivivere a scuola nel lontano 2003. Quell´anno i nostri ragazzi sono stati stregati dal fascino fulminante della giovinezza che sfida il potere e la morte e credo che per molti di loro la lettura del testo di Sofocle, Bertolt Brecht, Jean Anouilh, e la ricostruzione della breve vita di Rita Atria, abbia lasciato un segno indelebile nella loro vita. O almeno,questo è quello che spero. Oggi, nel ricordo della strage di Capaci e della bomba di Via D´amelio, il racconto della nostra piccola Antigone siciliana, Rita Atria, che viola la legge della famiglia mafiosa in cui è nata, sfida l´intero paese ed è perfino costretta a lasciarlo, inseguita dalla maledizione della madre,ecco, spero che sia rimasto nel loro cuore e che sia affiorato ogni volta che si sono trovati davanti ad una scelta tra le leggi ingiuste e la loro coscienza. Allora intitolammo il film "Nastrorosa" così, tutto attaccato, per ricordare il nastrino dei capelli di Rita impigliato nei fili di un balcone sotto al suo ultimo volo, e ancora di più le nostre mani che quel filo l´avevano raccolto e lo tenevano ben saldo e che mai l´avrebbero lasciato cadere: il filo di una narrazione che ci attraversa tutti, dalla piccola e tenace Antigone di Sofocle, alle donne e agli uomini di ogni tempo e di oggi che obbediscono alle eterne del cuore e della coscienza che, sola, conosce e sa distinguere ogni volta il bene dal male.


L'articolo di Grandangolo

Antigone6E’ andata in scena al Teatro Della Posta Vecchia a cura del Laboratorio teatrale e del Laboratorio di lettura dell’Istituto Foderà di Agrigento ,”Antigone ritorna” dai testi di Sofocle, Bertolt Brecht, e Jean Anouilh con la regia e la drammaturgia della prof.ssa Lia Rocco. La messinscena è stata il risultato finale di una lunga attività laboratoriale e, come ogni anno, coincide con le attività legate al progetto “ Per non dimenticare” in ricordo dei giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, di don Pino Puglisi e di tutti gli uomini e le donne che sono morti per liberare la nostra terra dal ricatto mafioso.Gli alunni-attori impegnati nella messinscena sono stati Samuele Castellana (banditore), Florian Patania (prima sorella), Geta Tabone (seconda sorella), Angela Zammuto (corifea), Fabiola Dalida Guarneri (Antigone), Luisa Scifo (Ismene), Martina Seminerio (Creonte), Federica Zambuto (la guardia), Giulia Lauria (corifea). Le musiche sono di Arnold Schoenberg e i filmati di Diego Romeo. Costumi di Giusy Maragliano, direttrice di scena Giusy Marotta, assistenti alla regia Roberta Barba, Sokaina Bellouch, Emanuela Salamone. Nelle note di regia Lia Rocco scrive:”Antigone ritorna. Ritorna la sua determinata volontà di seppellire il corpo del fratello. Ritorna il suo gesto di sfida nei confronti del potere assoluto di Creonte. Ritorna il suo ergersi, sola, contro le leggi inique dello Stato a difesa della moralità dell’individuo. I casi Antigone si moltiplicano a ridosso della nostra epoca. Si moltiplicano quando i confitti esplodono e generano vincitori e vinti (ma la povera gente sta sempre dalla parte dei vinti). Nel 1943, i tedeschi invasero il villaggio di Kalavitra nel Peloponneso. Rastrellarono e uccisero tutti gli uomini. Le donne del villaggio, trasgredendo agli ordini ufficiali e mettendo a repentaglio la propria vita si recarono in massa a piangere e a seppellire i loro morti. Nella cupa Berlino hitleriana un gruppo di donne ariane sostò per giorni davanti la Cancelleria per riavere i propri mariti incarcerati solo perché ebrei. Passano sui nostri teleschermi, immagini diAntigone7 mani nude che scavano e sollevano sudari alla ricerca di un corpo caro da piangere e da seppellire con amore. C’è ancora bisogno che Antigone ritorni visto che Creonte continua a ritornare. Quanti Creonti governano le Città in questi nostri giorni?

Rappresentanti di un potere malato, capaci solo di utilizzare la forza del potere e del denaro per darsi e farsi ragione, per opprimere, spaventare, comprare e così costringere al silenzio la massa di uomini e donne che ha solo paura. Ascoltiamo Antigone che, rivolta ai cittadini di Tebe, grida al suo Creonte: “…anche costoro direbbero che è giusto, se la paura non chiudesse loro la bocca.”Mi pare che ci siano abbastanza spunti per motivare una scelta.In un laboratorio teatrale il Testo è soprattutto un pretesto. Un pretesto per sperimentare e far venir fuori capacità nascoste. Anche quest’anno dedichiamo il nostro lavoro a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e Don Pino Puglisi e a tutti gli

uomini e le donne che sono morti per liberare questa nostra terra dal ricatto mafioso, per strapparla a chi, per motivi economici e di potere ci vuole sordi, ciechi, tristi e soprattutto zitti”.


Venerdì 24 maggio alle ore 9,30 presso il Teatro della Posta Vecchia le alunne che hanno frequentato il Laboratorio teatrale e il Laboratorio di lettura del nostro Istituto hanno messo in scena "Antigone ritorna" dai testi di Sofocle, Bertolt Brecht, e Jean Anouilh con la regia e la drammaturgia della prof.ssa Lia Rocco.
La messinscena è il risultato finale di una lunga attività laboratoriale e, come ogni anno, coincide con le attività legate al progetto "Per non dimenticare" in ricordo dei giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, di don Pino Puglisi e di tutti gli uomini e le donne che sono morti per liberare la nostra terra dal ricatto mafioso.